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La valutazione scolastica : dalle scuole per
le scuole
La valutazione è riconosciuta come espressione dell'autonomia
professionale propria della funzione docente nella sua dimensione
sia individuale che collegiale.
Il DPR 122/2009 (Regolamento sulla valutazione) affida al Collegio
dei Docenti il compito di definirne modalità e criteri, non
chiarisce, però, come evitare il rischio di prassi solitarie
del singolo o della singola istituzione scolastica.
Le riflessioni sulle problematiche espresse dalle scuole fiorentine
nello scorso anno trovano voce, seppure spremute e sintetizzate,
in questo opuscolo.
Il seminario provinciale, come luogo di cooperazione e ridefinizione
metodologica e concettuale fa assegnamento sulla capacità
delle scuole di operare un passaggio da prassi isolate di valutazione
ad azioni coerenti e condivise. Si tratta di pervenire ad un "patto"
che leghi reciprocamente i soggetti coinvolti, costruendo una comunità
allargata di pratiche professionali sulla valutazione basata su
idee comuni.
La possibilità che oggi abbiamo di confrontarci sul tema
della valutazione è frutto del sistema organizzativo che
le scuole autonome fiorentine si sono date da anni costituendosi
in Poli di Aggregazione Funzionale.
Venuto meno con l'autonomia il "centralismo", le scuole
della provincia di Firenze si sono date un'organizzazione "orizzontale"
perché i dirigenti scolastici e i docenti di uno stesso territorio
potessero incontrarsi per porre domande, chiarire dubbi, trovare
insieme le risposte, discutere, progettare, studiare, analizzare,
ricercare, decidere.
Gli otto Poli (Firenze Nord, Firenze Sud, Firenze Nord Ovest, Empolese-Valdelsa,
Mugello, Chianti, Valdisieve, Valdarno) sono un'organizzazione permanente
cui hanno aderito tutte le scuole del primo ciclo di Firenze e provincia
La ricchezza di un'istituzione scolastica ha la possibilità
di riversarsi sulle altre del territorio e nel contempo di arricchirsi
del patrimonio che le perviene dalle altre: il gruppo di coordinamento,
che vede insieme gli otto Coordinatori dei Poli, il dirigente responsabile
dell'USP, che ha riconosciuto i Poli con proprio decreto, l'Ufficio
autonomia dell'USP e un'ispettrice che ha contribuito a creare l'organizzazione
dei Poli e la cui presenza è stata richiesta da tutti i dirigenti,
garantisce che l'osmosi non sia solo tra le scuole di uno stesso
Polo ma tra tutte le scuole della provincia.
Come Poli abbiamo affrontato collettivamente i tanti problemi organizzativi,
economici, didattici, di ricerca che la quotidianità solleva
nella scuola, e lo facciamo oggi, diremmo naturalmente, per la valutazione.
L'opuscolo che presentiamo deve essere inquadrato in questa logica:
non è un commento al Regolamento, non è un trattatello
di pedagogia, ma vuole essere un supporto, vuole inscrivere in una
comune dimensione di riferimento l'approccio alla definizione di
criteri, descrittori e indicatori che i Collegi debbono esprimere
sulla valutazione.
Si tratta di una bozza da validare e integrare in un dialogo aperto
e continuo, un punto di riferimento da cui partire che garantisca
di parlare di valutazione condividendone la funzione e il significato
almeno in linea generale.
La nostra preoccupazione era quella di essere utili ai Collegi e
se i Collegi di tutte le scuole del primo ciclo della provincia
di Firenze vorranno fare proprio questo lavoro, che è il
loro lavoro, avremo raggiunto il nostro scopo.
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La valutazione:
Linee operative per le scuole
I poli di aggregazione funzionale di Firenze, nel corso dell'anno
scolastico 2008/09, hanno diffuso in tutte le scuole della provincia
un agile documento di indicazioni operative in tema di valutazione
degli alunni che ha costituito la base di partenza per fornire chiavi
di lettura compatibili e condivise ai Collegi Docenti.
Si richiamano alcuni dei suggerimenti che nel passaggio dal giudizio
sintetico al voto numerico hanno favorito, nelle scuole, la compattezza
e la coerenza di approccio alla diversa scala valutativa:
"
pur nel rispetto dell'autonomia di ciascuna scuola il
coordinamento delle scuole autonome propone di convertire il giudizio
sintetico in voto numerico secondo la seguente tabella:
? non sufficiente = 4/5
? sufficiente = 6
? buono = 6/7
? distinto = 7/8
? ottimo = 9/10
Tenuto conto che il collegio è chiamato a deliberare i criteri
per la valutazione sarebbe opportuno condividere il seguente principio
orientativo:
La valutazione numerica della "pagella" tiene conto globalmente:
? delle prestazioni (compiti, interrogazioni
),
? dei processi di apprendimento in evoluzione,
? dell'impegno dell'allievo
In relazione alla situazione di partenza
Ne consegue che il voto espresso in pagella non è solo il
risultato della media aritmetica delle votazioni riportate nelle
prove di verifica ma deve tener conto delle osservazioni periodiche
sui processi di maturazione e di apprendimento. Pertanto il docente
è tenuto ad annotare sul registro tutti gli elementi che
concorrono al voto: prestazioni, processi,impegno.
Si sollecitano i Poli a promuovere, nel corso dell'anno, attività
e riflessioni in merito alla valutazione numerica in modo da poter
fornire chiavi di lettura compatibili e condivise da presentare
al convegno sulla valutazione previsto per il prossimo anno."
Un anno è passato, i momenti seminariali e i laboratori didattici
sono divenuti l'ambito privilegiato di condivisione degli indirizzi
operativi per le scuole del primo ciclo di istruzione.
I docenti hanno avuto modo di riflettere e sperimentare nuove modalità
valutative e, per agevolare ed attualizzare la comunicazione fra
i Poli, vengono di seguito fornite ulteriori e più articolate
indicazioni operative che sinteticamente riflettono il frutto del
lavoro comune e il compendio degli orientamenti prevalenti.
L'autonomia delle scuole garantisce che ogni Collegio dei Docenti,
nel rispetto delle norme generali, possa scegliere criteri e procedure
di valutazione; tuttavia, nell'ottica della condivisione e della
diffusione di buone pratiche, si ritiene fondamentale individuare
spazi di confronto sulle modalità adottate, sui risultati
ottenuti, sui punti di forza e sulle criticità incontrate
nei diversi percorsi valutativi.
I principi ispiratori che potrebbero essere assunti come caratterizzanti
la tradizione delle scuole dell'area fiorentina sono:
· integrare le complesse procedure di valutazione nella progettazione
curricolare;
· valorizzare la valutazione formativa e diagnostica (Art.1
comma 3 del Regolamento sulla valutazione);
· prestare attenzione al rapporto tra valutazione e relazione
educativa;
· far corrispondere l'espressione decimale della valutazione
alle forme consolidate di giudizio che attribuiscono valore al percorso
di ciascun alunno;
· attribuire importanza all'autovalutazione anche ai fini
di un buon orientamento
Valutazione e progettazione curricolare
Criteri e problematiche relative alla valutazione, incluso il patto
valutativo fra docente, allievo, famiglia, vanno posti all'inizio
del percorso didattico (progettazione curricolare e programmazione
delle attività) .
Modalità e contenuti della valutazione vanno rapportati ai
processi di insegnamento e apprendimento.
È necessario adeguare la progettazione del lavoro agli esiti
della valutazione, con un andamento a spirale ( valore regolativo
della valutazione che porta a scegliere opportuni contesti di apprendimento,
opportune strategie di consolidamento, di supporto, di potenziamento).
Nella valutazione finale è necessario tener conto dei punti
di partenza e del percorso individuale di ogni alunno.L'operazione
di valutazione numerica prevista dal documento di valutazione e
attribuita al consiglio di classe, dovrà tener conto:
· delle prestazioni ( compiti, interrogazioni
)
· dei processi individuali di apprendimento in evoluzione,
· dell'impegno dell'allievo.
Il voto di profitto non dovrà mai assumere una funzione sanzionatoria.
La valutazione quadrimestrale deve prendere in considerazione non
solo le singole prove di verifica ma i punti di partenza, i progressi
conseguiti in itinere, il potenziale e lo stile cognitivo, le attitudini
e gli interessi, gli atteggiamenti e la motivazione, le condizioni
ambientali, fisiche e psichiche: l'efficacia dell'azione formativa
deve quindi tener conto dei processi e non solo dei prodotti.
Il voto espresso sulla scheda non sarà il risultato della
media aritmetica delle votazioni riportate nelle varie prove, ma
terrà conto delle osservazioni periodiche sui processi di
maturazione e di apprendimento.
Posto che:
· la valutazione ha sempre carattere intersoggettivo ed investe
la relazione tra adulti e ragazzi e tra pari
· la comunicazione ai genitori degli esiti quadrimestrali
si colloca nel quadro del dialogo scuola- famiglia,
gli strumenti di registrazione/misurazione devono essere funzionali
alla comunicazione e alla ricostruzione del percorso formativo.
Certificazione competenze trasversali e disciplinari
Per le due certificazioni previste nel primo ciclo di istruzione
non è sufficiente descrivere il grado di competenza raggiunto,
ai vari livelli, nell'ambito delle singole discipline è necessario
anche indicare la relazione tra voto e descrittori di competenza
.
E' altresì opportuno, per rendere confrontabile e abbastanza
omogeneo il lavoro delle diverse aree disciplinari, ricercare una
modalità che esprima livelli di competenza trasversali cognitivi
e metacognitivi.
Per costruire modelli di riferimento efficaci possono lavorare in
questa direzione gruppi di docenti di gradi di scuola diversi e
provenienti da scuole diverse, così come è stato fatto
nei laboratori dei Poli in questi anni.
Indicazioni proceduraliIl docente ha l'obbligo di conoscere la norma
generale (in particolare oggi il DPR. 122 del 22/06/09).
· Il Collegio dei docenti, all'inizio di ogni anno scolastico
dovrà esplicitare i criteri di verifica e di valutazione
e trascriverli nel POF. A tali criteri, fatti propri da ogni team
docente e/o consiglio di classe, dovranno attenersi tutti i docenti.
· Il Consiglio di classe, riguardo alle valutazioni finali,
prende atto e eventualmente discute la proposta di voto di ogni
docente ma, alla luce delle disposizioni di legge e dei criteri
approvati, con motivazione verbalizzata, può deliberare un
voto diverso da quello proposto. Il docente, che non condivide la
delibera del Consiglio, può mettere a verbale il suo voto
contrario.
· Nel rapporto con le famiglie e gli alunni, anche per favorire
forme di autovalutazione, è sempre necessario esplicitare
a che cosa corrispondano i voti in decimi (livelli di competenza,
obiettivi programmati, percorsi dei singoli allievi,
). Appare
inevitabile quindi correlare la valutazione numerica con indicatori
e descrittori condivisi e trasparenti.
· E' fondamentale che ogni docente sia sempre in grado di
documentare e motivare l'assegnazione dei voti e le operazioni che
la precedono.
· Bisogna saper correlare con chiarezza l'espressione numerica
del voto ai criteri generali adottati nella scuola che, in coerenza
con quanto sopra indicato, devono prevedere margini di individualizzazione
dei percorsi.
· La valutazione deve considerare in prima istanza gli elementi
positivi che emergono dalla prestazione, per quanto minimi possano
essere. Su di essi occorre inserire l' interpretazione degli errori
commessi come segnali del processo di apprendimento dell' alunno.
· La non ammissione alla classe successiva deve rappresentare
l' offerta di un ulteriore possibilità formativa, volta a
favorire l' effettivo successo formativo e una più consapevole
partecipazione dell'alunno alle attività programmate.
· Per la valutazione del comportamento è necessario
applicare nel dettaglio l'art.7 del DPR. 22/06/09 n. 122 .
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LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
I principi generali espressi nell'introduzione di questo protocollo
operativo hanno piena validità anche per quanto riguarda
il processo di valutazione degli alunni diversamente abili. Bisogna,
tuttavia, tener presente che per garantire il diritto allo studio,
all'educazione e all'integrazione degli alunni diversamente abili
sono previste particolari procedure e tutele, regolate dalla normativa,
che interessano tutto il percorso scolastico e che entrano anche
nel campo specifico della valutazione. È bene avere chiaro
che gli alunni disabili sono solo quelli che hanno una certificazione
ottenuta secondo le modalità descritte dal DPCM del 23/2/
2006 n.185 (non è più sufficiente la sola attestazione
di handicap redatta dal neuropsichiatra). Rimangono, quindi, esclusi
da tali interventi tutti gli alunni con difficoltà di apprendimento
che non sono in possesso di tale certificazione e che rientrano
nei percorsi scolastici regolari. Restano esclusi anche quelli con
certificazione di cui al DPCM del 23/2/ 2006 n.185 per i quali i
genitori hanno scelto di non avvalersi delle opportunità
offerte dalla normativa per l'integrazione scolastica. Il comma
1 dell'art. 9 del DPR del 22/6/09 n. 122 dice "La valutazione
degli alunni disabili (
) è riferita al comportamento,
alle discipline e alle attività svolte sulla base del piano
educativo individualizzato previsto dall'articolo 314, comma 4,
del testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994, ed
è espressa in decimi secondo le modalità e condizioni
indicate nei precedenti articoli". Risulta chiaro che è
nel P.E.I. che si fissano gli obiettivi per l'alunno sulla base
del profilo dinamico funzionale che evidenzia le caratteristiche
fisiche, psichiche, sociali ed affettive dello studente indicando
non solo le difficoltà relative alla situazione di handicap,
ma soprattutto "(
) le possibilità di recupero,
(
) le capacità possedute che devono essere sostenute,
sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate (
)"
. Nel P.E.I. devono essere descritti gli interventi predisposti
per l'alunno. Vista la complessità del progetto, il P.E.I.
è redatto congiuntamente dagli operatori sanitari individuati
dall'ASL, dai servizi sociali del comune, dal personale insegnante
curriculare e di sostegno della scuola . Il gruppo di lavoro si
fa carico della definizione degli obiettivi riguardanti il "Progetto
di vita" dell'alunno, ne verifica l'adeguatezza ed eventualmente
procede alla loro ridefinizione. A garantire la continuità
di tale "progetto" fra ordini di scuola differenti è
l'art. 316 del Testo Unico D.L. 297 in cui al comma 1 prevede"(
)
forme obbligatorie di consultazione tra docenti di scuole di grado
diverso in modo da promuovere il massimo sviluppo dell'esperienza
scolastica della persona handicappata (
)". La valutazione
educativo-didattica degli alunni, di esclusiva competenza del personale
docente, avviene sulla base del P.E.I. che non è l'oggetto
bensì lo strumento di progettazione degli interventi. Tutti
i docenti della classe, non solo l'insegnante di sostegno, concorrono
al successo del percorso scolastico dell'alunno diversamente abile
e, quindi, tutti i docenti sono corresponsabili del momento valutativo.
Il P.E.I. può essere redatto in conformità agli obiettivi
didattici previsti dai programmi ministeriali o, comunque, ad essi
globalmente riconducibili, ma può anche definire percorsi
con obiettivi didattici e formativi differenziati. Nell'uno e nell'altro
caso la valutazione rappresenta una fase ineludibile proprio per
il carattere formativo ed educativo che essa acquisisce nei confronti
dell'allievo.
Di norma, per gli alunni con minorazioni fisiche e/o sensoriali
non si procede a valutazione differenziata, ma si definisce esclusivamente
l'uso di particolari strumenti didattici che consentano l'apprendimento
e la verifica. Nella normativa per la scuola del primo ciclo non
si fa alcun riferimento ad eventuali indicazioni relative al P.E.I.
sulla scheda di valutazione ( a differenza della scuola secondaria
di secondo grado). Non deve essere fatto alcun riferimento al P.E.I.
nella pubblicazione degli scrutini e degli esami affissi alla scuola
. Un P.E.I. ben costruito con descrittori che corrispondano chiaramente
ai voti in decimi rende inutile qualsiasi integrazione alla scheda
di valutazione. Nel P.E.I. è bene chiarire quali obiettivi
si riferiscano ad obiettivi minimi ministeriali e quali si riferiscano
a percorsi individualizzati. È opportuno, quindi, dedicare
particolare attenzione e considerazione al momento della comunicazione
con le famiglie in cui si deve cercare di rendere più chiaro
e condiviso possibile il progetto scolastico per l'alunno nel dettaglio
degli obiettivi e delle finalità. Al termine del primo ciclo
di istruzione è previsto l'esame di licenza nel cui contesto,
per la prima volta si fa cenno ad una differenziazione di certificazione
ma solo e soltanto nel caso in cui non si consegua tale titolo:
"(
) è rilasciato un attestato di credito formativo.
Tale attestato è titolo per l'iscrizione e per la frequenza
delle classi successive, al solo fine del riconoscimento dei crediti
formativi validi anche per l'accesso ai percorsi integrati di istruzione
e formazione." L'alunno che viene ammesso a sostenere l'esame
può fruire di attrezzature tecniche e sussidi didattici e
ha diritto, qualora fosse necessario, alla predisposizione di prove
differenziate (comprensive della prova a carattere nazionale) atte
a valutare il progresso dell'alunno in rapporto alle sue potenzialità
e ai livelli di partenza: "le prove differenziate hanno valore
equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell'esame
e del conseguimento del diploma di licenza" . Sul diploma non
sarà posta alcuna nota che faccia riferimento a prove differenziate
o modalità di svolgimento particolari. È opportuno
che i docenti delle scuole secondarie di primo grado, al momento
del passaggio al ciclo superiore, informino i genitori della diversa
progettazione del percorso che il ragazzo si troverà ad affrontare.
I genitori, infatti, dovranno scegliere fra un percorso con sussidi,
un percorso con obiettivi ministeriali semplificato o un percorso
differenziato. Nel primo e secondo caso l'alunno potrà partecipare
all'esame di stato e conseguire il diploma di maturità. Qualora
un consiglio di classe, invece, decida di definire un percorso differenziato
è tenuto ad informare la famiglia fissando un termine per
l'acquisizione del consenso, scaduto il quale, in caso non vi sia
un dissenso scritto, si ritiene accettato. Rimane prerogativa della
famiglia il recedere, in qualsiasi momento, dalla scelta del percorso
differenziato. L'alunno in questo caso viene valutato esclusivamente
sulla base degli obiettivi definiti dal P.E.I. e sulla pagella "(
)
deve essere apposta l'annotazione secondo la quale la votazione
è riferita al P.E.I e non ai programmi ministeriali (
)"
e al termine del secondo ciclo di istruzione "(
) è
rilasciato un attestato recante gli elementi informativi relativi
all'indirizzo e alla durata del corso di studi seguito, alle materie
di insegnamento comprese nel piano di studi, con l'indicazione della
durata oraria complessiva destinata a ciascuna, alle competenze,
conoscenze e capacità anche professionali, acquisite e dei
crediti formativi documentati in sede di esame" che non ha
lo stesso valore legale del diploma di maturità.
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LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI
DI APPRENDIMENTO (D.S.A.)
E' necessario puntualizzare quanto segue:
* Quando si parla di D.S.A. si fa riferimento ad un gruppo di difficoltà
comprendenti la dislessia , la disgrafia, la disortografia e la
discalculia.
* Non si parla di "dislessia" ma di "dislessie"
in quanto il livello di prestazione di ciascun bambino/ragazzo è
molto soggettivo ed è correlato all'età cronologica
dello scolaro.
* Ai sensi della circolare del 5 ottobre 2004,Prot.40099/A/4 i bambini
con D.S.A. possono avere una valutazione differenziata sia nelle
prove scritte che orali con modalità che tengano conto del
contenuto e non della forma (gli errori ortografici possono essere
evidenziati ma non valutati!)
* La valutazione deve essere rapportata alle capacità e alle
difficoltà dell'alunno per agevolare la consapevolezza nelle
proprie capacità e nei rispettivi miglioramenti.
* Il D.S.A. non viene riconosciuto con una certificazione riferibile
alla L.104, quindi di per sé non dà la possibilità
di usufruire del docente di sostegno che viene giustificato solo
in presenza di patologie invalidanti (presenza di comorbosità),
ma in tal caso non si può più parlare di disturbi
specifici d'apprendimenti che rimangono legati solo all'aspetto
apprenditivo, in assenza, appunto, di altre patologie.
* Occorre innanzi tutto tener conto almeno di due peculiarità
dei processi cognitivi:
1) La difficoltà nel ricordare le categorizzazioni, i nomi
e i tempi verbali, le strutture grammaticali italiane e straniere,
i complementi.
2) Difficoltà nei processi di automatizzazione della letto-scrittura
che rende difficile o impossibile eseguire contemporaneamente due
procedimenti (ascoltare e scrivere, ascoltare e seguire un testo)
COME PROCEDERE
Il D.P.R. n.122/2009 recita: "
la valutazione e la verifica
degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame
conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni
soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell'attivita'
didattica e delle prove di esame, sono adottati, nell'ambito delle
risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti
metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti piu'
idonei."
In sede valutativa quindi, permangono le stesse modalità
applicate alla didattica nell'ambito di una programmazione individualizzata
e personalizzata.
E' necessario che il Collegio docenti provveda ad acquisire una
specifica delibera contenente i criteri di valutazione per questi
alunni; è opportuno inoltre che tutte le misure compensative
-dispensative vengano discusse e concordate con le famiglie per
poter essere utilizzate anche al di fuori della scuola, al fine
di non creare ulteriori disagi negli allievi.
* Gli strumenti compensativi, per la loro funzione di ausilio, sono
particolarmente suggeriti a partire dalla scuola primaria e, in
generale, nelle fasi di alfabetizzazione strumentale nell'ambito
dei diversi apprendimenti. Tra questi:
strisce con l'alfabeto - linee del tempo - mappe concettuali usando
anche software dotati di sintesi vocale - carte geografiche - tabelle
con formule - tabella dell'alfabeto e dei vari caratteri - tabella
dei mesi - tabella delle misure - tabella delle formule geometriche
- tavola pitagorica-
calcolatrice - registratore - computer con programmi di video-scrittura
con correttore ortografico e sintesi vocale, ecc.
* Le misure dispensative devono essere adottate anche per gli studenti
delle secondarie e comprendono:
- dispensa dalla lettura ad alta voce - scrittura veloce sotto dettatura
- uso del vocabolario - studio mnemonico delle tabelline - dispensa,
se necessario, dallo studio della lingua straniera in forma scritta
(tenendo comunque conto della prova scritta di esame)- programmazione
di tempi più lunghi per prove scritte e per lo studio a casa
- organizzazione di interrogazioni programmate - valutazione delle
prove scritte e orali con modalità che tengano conto del
contenuto e non della forma.
* In merito alle misure dispensative, il Ministero precisa che in
sede di esame di Stato non è possibile dispensare gli alunni
dalle prove scritte di lingua straniera, ma che è necessario
compensare le oggettive difficoltà degli studenti mediante
assegnazione di tempi adeguati per l'espletamento delle prove e
procedere in valutazioni più attente ai contenuti che alla
forma.
Si sottolinea la necessità di attivare percorsi di sensibilizzazione
e di aggiornamento del personale docente di tutti gli ordini di
scuola.
SUGGERIMENTI:
· Predisporre verifiche scalari in cui la parte iniziale
deve essere più semplice ed ingrandita rispetto alla parte
finale. Il testo deve essere graficamente chiaro, anche come tipo
di carattere, e deve trattare un solo argomento -Utilizzare prove
a scelta multipla - Lasciare più tempo per copiare dalla
lavagna - Valutare il contenuto del lavoro scritto, non l'ortografia
- Valutare le risposte orali - Evitare le prove di lingua straniera
scritta, ma limitarsi alle "prove d'ascolto" in lingua
straniera - Evitare la scrittura sotto dettatura - Evitare di sovrapporre
compiti ed interrogazioni delle diverse materie tralasciando di
chiedere prestazioni nelle ultime ore - Non farlo leggere ad alta
voce (a meno che non venga richiesto dall'alunno)--- Evitare lo
studio mnemonico e nozionistico in genere, in quanto vi è
una notevole difficoltà a ricordare i nomi, termini tecnici
e definizioni (nelle materie scientifiche e nel diritto ) - Leggere
le consegne degli esercizi riducendone il numero senza modificare
gli obiettivi e/o fornire, durante le verifiche stesse, il supporto
digitale - Fissare interrogazioni e compiti programmati evitando
di spostare le date - Utilizzare mappe e schemi durante l'interrogazione
anche su supporto digitalizzato (così come previsto dagli
esami di Stato) per facilitare il recupero delle informazioni e
migliorare la scarna espressione verbale - Prediligere la flessibilità
nelle richieste di esecuzione dei compiti a casa per i quali necessita
una stretta collaborazione scuola-famiglia e relativo controllo
della gestione del diario - Consentire l'uso della calcolatrice,
delle tavole e dei formulari anche in sede valutativa - Fare utilizzare
gli strumenti compensativi più consoni alle difficoltà
presentate - Incentivare a scuola e a casa l'uso del computer con
sintetizzatore vocale, con cassette e videocassette e con dizionari
digitali - Non calcolare gli errori di trascrizione - Non calcolare
il tempo impiegato - Nelle discalculie evitare di far copiare espressioni
matematiche o testi, di far prendere appunti ecc
- Non valutare
errori di calcolo.
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VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI
Nel DPR 122/2009 sulla valutazione c'è solo un rapido accenno
agli alunni stranieri: "I minori con cittadinanza non italiana
presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all'obbligo
d'istruzione ai sensi dell'articolo 45 del decreto del Presidente
della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, sono valutati nelle forme
e nei modi previsti per i cittadini italiani (comma 9, art. 1)".
La disposizione è importante e positiva perché esclude,
a differenza per esempio degli alunni con disabilità o con
difficoltà specifica di apprendimento, particolari presidi
a difesa di una presunta oggettiva diversità, sbarrando la
via a forme sottili di razzismo, e quindi ribadendo la convinzione
che nessun elemento differenzia i bambini stranieri dai bambini
italiani.
Nell'Atto di Indirizzo dell'8 settembre 2009, nel paragrafo 1.3
significativamente denominato "La massima attenzione all'inclusione",
il Ministro sottolinea che: "Nessuno - questo è l'obiettivo
- deve rimanere indietro, nessuno deve sentirsi escluso". In
tale ottica si ritiene prioritario: "Gli interventi intensivi
nei confronti degli stranieri - specie ma non solo verso quelli
di recente immigrazione -, la loro accoglienza e il loro equilibrato
inserimento a scuola (...). Soprattutto agli alunni stranieri di
recente immigrazione, e cioè con cittadinanza non italiana
e non italofoni, occorre assicurare - nel contesto di una dimensione
laicamente aperta alle istanze interculturali - una adeguata conoscenza
della nostra lingua e delle nostre regole di convivenza civile,
in modo da favorire l'apprendimento e da garantire un inserimento
consapevole ed equilibrato nella comunità scolastica e in
quella territoriale". Viene ribadito, quindi, che il compito
della scuola è di garantire il successo formativo degli allievi
(comma 2 - art. 1, DPR 275/99, ma anche comma 3 - art. 1 DPR 122/2009).
E, per raggiungere il successo formativo, sarà necessario
tener presente che "la scuola è sempre tenuta a proporre
un itinerario di studio e di apprendimenti che rispetti le individualità,
riconosca i talenti, non perda mai di vista le mete da raggiungere,
promuova la crescita di tutti e di ciascuno (1.1 Atto di Indirizzo
cit.)".
In altre parole viene sottolineata l'importanza del curricolo e
il suo intreccio con la persona che apprende.
In questo quadro la valutazione - che, ricordiamo "è
espressione dell'autonomia professionale propria della funzione
docente ( comma 2 - art. 1 DPR122/2009) - degli allievi stranieri
assume una fondamentale importanza: da un lato essa ha valore regolativo
rispetto alla progettazione dell'azione didattica, dall'altro permette
all'alunno di capire come può migliorare.
Per quanto riguarda il curricolo ogni docente, nell'ambito della
propria disciplina, dovrà opportunamente selezionare i contenuti
individuando i nuclei tematici fondamentali. Sarà necessario
avere conoscenza della storia scolastica e personale precedente
dell'alunno, del suo livello di alfabetizzazione, delle sue inclinazioni
e dei suoi talenti: questo permetterà di stilare un Piano
di Studio Personalizzato (PSP), che diverrà quindi il punto
di riferimento essenziale per la valutazione dell'alunno straniero
e che permetterà di cogliere lo scarto tra il punto di partenza
e il punto d'arrivo.
La valutazione numerica sulla scheda, come per tutti gli alunni,
anche per gli stranieri dovrà tener conto globalmente non
solo delle prestazioni (compiti, interrogazioni, ...), ma anche
dei processi di apprendimento in evoluzione, dell'impegno dell'allievo,
degli interessi e delle attitudini, delle potenzialità, in
relazione alla situazione di partenza.
Il lavoro svolto dall'alunno nei corsi di alfabetizzazione o di
sostegno linguistico (Italiano/L2), con particolare riferimento
a quelli neo - arrivati, concorrerà alla sua valutazione
formativa e sommativa ("Il Collegio dei Docenti definisce,
in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri
il necessario adattamento dei programmi di insegnamento; allo scopo
possono essere adottati specifici interventi individualizzati o
per gruppi di alunni per facilitare l'apprendimento della lingua
italiana, utilizzando, ove possibile, le risorse professionali della
scuola. Il consolidamento della conoscenza e della pratica della
lingua italiana può essere realizzata altresì mediante
l'attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base di
specifici progetti, anche nell'ambito delle attività aggiuntive
di insegnamento per l'arricchimento dell'offerta formativa"
(comma 3 - art. 45 DPR 394/1999)).
La valutazione sommativa dovrà quindi essere rivolta ai processi
e non solo ai prodotti, dovrà prendere in considerazione
non solo le singole prove di verifica, ma i punti di partenza, i
progressi conseguiti in itinere, il potenziale e lo stile cognitivo,
gli interessi e le attitudini, gli atteggiamenti e la motivazione,
le condizioni ambientali, fisiche e psichiche, l'efficacia dell'azione
formativa. Dovrà tenere, infine, presente anche la nostra
capacità di docenti di "leggere" l'alunno straniero
allo stesso modo con cui "leggiamo" l'allievo italiano.
Come per i ragazzi italiani, in caso di dubbio tra la promozione
e la non ammissione, va considerata prima di tutto l'utilità
o meno che la ripetenza può avere per l'alunno tenendo conto
anche:
· dell'età psicologica e biologica oltre che anagrafica
in modo da evitare troppa differenza tra l'alunno e il gruppo in
cui si inserisce;
· del vissuto degli alunni e delle loro percezioni;
· di qualsiasi pur minimo progresso o miglioramento nelle
relazioni e/o negli apprendimenti che l'alunno può aver dimostrato
nel corso dell'anno o in più anni;
· della situazione personale, familiare e sociale;
· delle caratteristiche della classe in cui verrebbe inserito
se fermato.
L'esperienza ha infatti dimostrato che è spesso più
proficuo mantenere il gruppo classe omogeneo e integro perché
certe evoluzioni si possono vedere meglio nel periodo più
lungo e anche perché ogni nuovo inserimento di alunni in
difficoltà squilibra in qualche modo la classe; che le pluriripetenze
sono molto spesso una importante fonte di dispersione scolastica
e rendono difficili anche percorsi molto personalizzati, in particolare
quando l'alunno, come succede con gli alunni stranieri, si trova
in una particolare situazione psicologica e linguistica; che quando
gli alunni si convincono che le difficoltà sono insormontabili,
trovano forme di compensazione di vario genere o di fuga dalla realtà
non riconoscendo più neppure cosa è più conveniente
per loro.
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La valutazione per l'esame conclusivo del primo
ciclo di istruzione.
Il D.P.R. 122/09 contiene alcune novità sullo svolgimento
dell'esame conclusivo del primo ciclo di istruzione; per evitare
interpretazioni diverse nei vari Collegi e non avere difformità
nella valutazione, è opportuno tenere un comportamento il
più possibile omogeneo nelle commissioni.
Per favorire questa omogeneità nella provincia di Firenze
viene proposto il presente "vademecum" per le commissioni
d'esame di tutte le scuole.
I punti principali su cui tenere un comportamento univoco, sono
i seguenti:
1. Voto di ammissione
L'ammissione all'esame è subordinata a una valutazione di
almeno 6 in tutte le discipline e nel comportamento
I Poli di Aggregazione funzionale, durante il passato anno scolastico,
hanno definito alcuni elementi orientativi per favorire interpretazioni
valutative il più possibile omogenee a livello provinciale.
Tenuto conto che il Collegio è chiamato a deliberare i criteri
per la valutazione (delibera da inserire nella cartellina del Presidente
di commissione) sarebbe opportuno che i vari consigli di classe
tenessero il seguente comportamento.
La valutazione numerica terrà conto globalmente:
Ø delle prestazioni (compiti, interrogazioni ed altre verifiche),
Ø dei processi di apprendimento in evoluzione,
Ø dell'impegno dell'allievo,
Ø delle potenzialità dell'alunno di completare in
futuro il suo percorso scolastico con il raggiungimento degli obiettivi
prefissati.
Per tutti gli alunni Il voto di ammissione all'esame non può
rappresentare il solo risultato di medie aritmetiche ma deve tener
conto, soprattutto nei confronti degli alunni in situazione di disagio
o di diversa provenienza culturale, dei seguenti elementi:
· età psicologica e biologica, oltre che anagrafica
· vissuto dell' alunno
· progressi o miglioramenti nelle relazioni e/o negli apprendimenti
che l'alunno può aver dimostrato nel corso dell'anno o del
triennio;
· situazione familiare;
· eventuali percorsi integrativi concordati con i servizi
sociali o con altri operatori
· osservazioni periodiche sui processi di maturazione e di
apprendimento.
Il voto, come già sottolineato in precedenza, non può
quindi assumere una funzione sanzionatoria e selettiva, ma deve
avere una valenza orientativa e sostenere i processi formativi dell'alunno.
2. Valutazione delle singole prove
La commissione d'esame deve stabilire:
· tipo di prova,
· durata delle prove (come da CM annuale sugli esami)
· criteri, procedure e strumenti della valutazione.
-La prova Invalsi segue le indicazioni del Ministero, sia per la
data che per la durata. Prove scritte:
Ø ogni prova scritta dovrà essere valutata in forma
numerica, secondo i criteri approvati dalla commissione d'esame
;
Ø I voti, espressi in decimi, devono essere "interi",
senza aggiunte di "più, meno, ½"
Colloquio: (D. M. 26/8/81)
Il colloquio pluridisciplinare dovrà consentire una valutazione
globale del livello di maturità
raggiunto da ogni allievo e si dovrà svolgere secondo i seguenti
criteri:
Ø i vari argomenti saranno trattati evitando una serie di
domande/risposte su ciascuna disciplina prive dei collegamenti richiesti
dalla natura stessa del colloquio..
Ø Ogni candidato dovrà dimostrare di saper comprendere
e di saper rielaborare messaggi espressi in diversi tipi di linguaggio
(scritto, orale, grafico, ecc.).
Ø Si terrà conto delle attitudini di ogni allievo,
per cui di volta in volta potrà essere privilegiato un contenuto
culturale dell'area linguistico-espressiva (lettere, lingua straniera,
musica, arte e immagine) oppure dell'area tecnico-scientifico-motoria
(scienze matematiche, tecnologia, scienze motorie) senza peraltro
escludere tutte le possibili connessioni fra le due aree che permetteranno
al candidato di mostrare le sue capacità di collegamento
fra le varie discipline.
Ø Per tutti i candidati, ma in particolare per quelli che
hanno mostrato nel corso del triennio maggiori difficoltà
espressive e di astrazione, dovranno essere accertate le capacità
prendendo spunto da lavori effettuati nel corso dell'anno scolastico.
Per questo scopo è molto importante il ruolo delle discipline
a carattere più operativo come tecnologia, arte, musica,
scienze motorie.
3. Valutazione finale.
"Il voto finale sarà il risultato della media dei voti
conseguiti nelle varie prove d'esame compresa la prova INVALSI e
il voto di ammissione arrotondata all'unita' superiore per frazione
pari o superiore a 0,5." (D.P.R. 122/09, art. 3 comma 6)
Il dettato del DPR non lascia spazio a dubbi in proposito; per evitare
un cospicuo aumento di insuccessi è opportuno tenere presenti
nell'assegnazione dei voti anche delle premesse esposte al paragrafo
1 del presente documento.
"Ai candidati che conseguono il punteggio di dieci decimi può
essere assegnata la lode da parte della commissione esaminatrice
con decisione assunta all'unanimità". (art. 3, comma
8)
"Gli esiti finali degli esami sono resi pubblici mediante affissione
all'albo della scuola, ai sensi dell'articolo 96, comma 2, del decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196." (art. 3 comma 9)
4. Certificazione delle competenze.
Al termine della scuola secondaria di primo grado le competenze
acquisite dagli alunni sono accompagnate anche da valutazioni in
decimi (art. 8, commi 1 e 2 del DPR).
Nel predisporre tale certificazione si terrà conto del modello
ministeriale, che dovrà essere redatto "anche sulla
base delle indicazioni espresse dall'Istituto nazionale per la valutazione
del sistema di istruzione (INVALSI) e delle principali rilevazioni
Internazionali"(art. 8 co. 5)
I Collegi potranno comunque fare riferimento agli indicatori adottati
nelle singole scuole sulla base delle attività di ricerca/azione
svolte nei vari poli negli anni precedenti.
Successivamente all'uscita del modello ministeriale si potranno
dare suggerimenti o indicazioni allo scopo di avere anche in questo
caso un comportamento il più possibile omogeneo.
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