Libreria Documenti P.O.F. Home Laboratori Progetti Forum Libreria Documenti Area Riservata
I.C. "Piero della Francesca" - Firenze - Tel. 055/7320404 - Fax 055/7322380

 

 
LA VALUTAZIONE
   
Documenti "definitivi" sulla valutazione concordati nell'ultima riunione dei Coordinatori dei Poli, tenutasi il 18/12/2009 presso l'USP di Firenze ; per la necessità di far avere ai consigli di classe, prima degli scrutini del 1° quadrimestre, i documenti sulla valutazione discussi e corretti durante il Seminario del 25 Novembre 2009, svoltosi presso il cinema Aurora di Scandicci, è stato deciso di inviarli, per ora, su fogli A4, in quanto non ci sono i tempi tecnici per stampare il libretto promesso a tutte le scuole durante Il Seminario.
Il libretto, in un formato più maneggevole, sarà stampato e spedito alle scuole successivamente
 

La valutazione scolastica : dalle scuole per le scuole
La valutazione è riconosciuta come espressione dell'autonomia professionale propria della funzione docente nella sua dimensione sia individuale che collegiale.
Il DPR 122/2009 (Regolamento sulla valutazione) affida al Collegio dei Docenti il compito di definirne modalità e criteri, non chiarisce, però, come evitare il rischio di prassi solitarie del singolo o della singola istituzione scolastica.
Le riflessioni sulle problematiche espresse dalle scuole fiorentine nello scorso anno trovano voce, seppure spremute e sintetizzate, in questo opuscolo.
Il seminario provinciale, come luogo di cooperazione e ridefinizione metodologica e concettuale fa assegnamento sulla capacità delle scuole di operare un passaggio da prassi isolate di valutazione ad azioni coerenti e condivise. Si tratta di pervenire ad un "patto" che leghi reciprocamente i soggetti coinvolti, costruendo una comunità allargata di pratiche professionali sulla valutazione basata su idee comuni.
La possibilità che oggi abbiamo di confrontarci sul tema della valutazione è frutto del sistema organizzativo che le scuole autonome fiorentine si sono date da anni costituendosi in Poli di Aggregazione Funzionale.
Venuto meno con l'autonomia il "centralismo", le scuole della provincia di Firenze si sono date un'organizzazione "orizzontale" perché i dirigenti scolastici e i docenti di uno stesso territorio potessero incontrarsi per porre domande, chiarire dubbi, trovare insieme le risposte, discutere, progettare, studiare, analizzare, ricercare, decidere.
Gli otto Poli (Firenze Nord, Firenze Sud, Firenze Nord Ovest, Empolese-Valdelsa, Mugello, Chianti, Valdisieve, Valdarno) sono un'organizzazione permanente cui hanno aderito tutte le scuole del primo ciclo di Firenze e provincia
La ricchezza di un'istituzione scolastica ha la possibilità di riversarsi sulle altre del territorio e nel contempo di arricchirsi del patrimonio che le perviene dalle altre: il gruppo di coordinamento, che vede insieme gli otto Coordinatori dei Poli, il dirigente responsabile dell'USP, che ha riconosciuto i Poli con proprio decreto, l'Ufficio autonomia dell'USP e un'ispettrice che ha contribuito a creare l'organizzazione dei Poli e la cui presenza è stata richiesta da tutti i dirigenti, garantisce che l'osmosi non sia solo tra le scuole di uno stesso Polo ma tra tutte le scuole della provincia.
Come Poli abbiamo affrontato collettivamente i tanti problemi organizzativi, economici, didattici, di ricerca che la quotidianità solleva nella scuola, e lo facciamo oggi, diremmo naturalmente, per la valutazione.
L'opuscolo che presentiamo deve essere inquadrato in questa logica: non è un commento al Regolamento, non è un trattatello di pedagogia, ma vuole essere un supporto, vuole inscrivere in una comune dimensione di riferimento l'approccio alla definizione di criteri, descrittori e indicatori che i Collegi debbono esprimere sulla valutazione.
Si tratta di una bozza da validare e integrare in un dialogo aperto e continuo, un punto di riferimento da cui partire che garantisca di parlare di valutazione condividendone la funzione e il significato almeno in linea generale.
La nostra preoccupazione era quella di essere utili ai Collegi e se i Collegi di tutte le scuole del primo ciclo della provincia di Firenze vorranno fare proprio questo lavoro, che è il loro lavoro, avremo raggiunto il nostro scopo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La valutazione: Linee operative per le scuole
I poli di aggregazione funzionale di Firenze, nel corso dell'anno scolastico 2008/09, hanno diffuso in tutte le scuole della provincia un agile documento di indicazioni operative in tema di valutazione degli alunni che ha costituito la base di partenza per fornire chiavi di lettura compatibili e condivise ai Collegi Docenti.
Si richiamano alcuni dei suggerimenti che nel passaggio dal giudizio sintetico al voto numerico hanno favorito, nelle scuole, la compattezza e la coerenza di approccio alla diversa scala valutativa:
"…pur nel rispetto dell'autonomia di ciascuna scuola il coordinamento delle scuole autonome propone di convertire il giudizio sintetico in voto numerico secondo la seguente tabella:
? non sufficiente = 4/5
? sufficiente = 6
? buono = 6/7
? distinto = 7/8
? ottimo = 9/10
Tenuto conto che il collegio è chiamato a deliberare i criteri per la valutazione sarebbe opportuno condividere il seguente principio orientativo:
La valutazione numerica della "pagella" tiene conto globalmente:
? delle prestazioni (compiti, interrogazioni…),
? dei processi di apprendimento in evoluzione,
? dell'impegno dell'allievo
In relazione alla situazione di partenza
Ne consegue che il voto espresso in pagella non è solo il risultato della media aritmetica delle votazioni riportate nelle prove di verifica ma deve tener conto delle osservazioni periodiche sui processi di maturazione e di apprendimento. Pertanto il docente è tenuto ad annotare sul registro tutti gli elementi che concorrono al voto: prestazioni, processi,impegno.
Si sollecitano i Poli a promuovere, nel corso dell'anno, attività e riflessioni in merito alla valutazione numerica in modo da poter fornire chiavi di lettura compatibili e condivise da presentare al convegno sulla valutazione previsto per il prossimo anno."
Un anno è passato, i momenti seminariali e i laboratori didattici sono divenuti l'ambito privilegiato di condivisione degli indirizzi operativi per le scuole del primo ciclo di istruzione.
I docenti hanno avuto modo di riflettere e sperimentare nuove modalità valutative e, per agevolare ed attualizzare la comunicazione fra i Poli, vengono di seguito fornite ulteriori e più articolate indicazioni operative che sinteticamente riflettono il frutto del lavoro comune e il compendio degli orientamenti prevalenti.
L'autonomia delle scuole garantisce che ogni Collegio dei Docenti, nel rispetto delle norme generali, possa scegliere criteri e procedure di valutazione; tuttavia, nell'ottica della condivisione e della diffusione di buone pratiche, si ritiene fondamentale individuare spazi di confronto sulle modalità adottate, sui risultati ottenuti, sui punti di forza e sulle criticità incontrate nei diversi percorsi valutativi.
I principi ispiratori che potrebbero essere assunti come caratterizzanti la tradizione delle scuole dell'area fiorentina sono:
· integrare le complesse procedure di valutazione nella progettazione curricolare;
· valorizzare la valutazione formativa e diagnostica (Art.1 comma 3 del Regolamento sulla valutazione);
· prestare attenzione al rapporto tra valutazione e relazione educativa;
· far corrispondere l'espressione decimale della valutazione alle forme consolidate di giudizio che attribuiscono valore al percorso di ciascun alunno;
· attribuire importanza all'autovalutazione anche ai fini di un buon orientamento
Valutazione e progettazione curricolare
Criteri e problematiche relative alla valutazione, incluso il patto valutativo fra docente, allievo, famiglia, vanno posti all'inizio del percorso didattico (progettazione curricolare e programmazione delle attività) .
Modalità e contenuti della valutazione vanno rapportati ai processi di insegnamento e apprendimento.
È necessario adeguare la progettazione del lavoro agli esiti della valutazione, con un andamento a spirale ( valore regolativo della valutazione che porta a scegliere opportuni contesti di apprendimento, opportune strategie di consolidamento, di supporto, di potenziamento).
Nella valutazione finale è necessario tener conto dei punti di partenza e del percorso individuale di ogni alunno.L'operazione di valutazione numerica prevista dal documento di valutazione e attribuita al consiglio di classe, dovrà tener conto:
· delle prestazioni ( compiti, interrogazioni… )
· dei processi individuali di apprendimento in evoluzione,
· dell'impegno dell'allievo.
Il voto di profitto non dovrà mai assumere una funzione sanzionatoria.
La valutazione quadrimestrale deve prendere in considerazione non solo le singole prove di verifica ma i punti di partenza, i progressi conseguiti in itinere, il potenziale e lo stile cognitivo, le attitudini e gli interessi, gli atteggiamenti e la motivazione, le condizioni ambientali, fisiche e psichiche: l'efficacia dell'azione formativa deve quindi tener conto dei processi e non solo dei prodotti.
Il voto espresso sulla scheda non sarà il risultato della media aritmetica delle votazioni riportate nelle varie prove, ma terrà conto delle osservazioni periodiche sui processi di maturazione e di apprendimento.
Posto che:
· la valutazione ha sempre carattere intersoggettivo ed investe la relazione tra adulti e ragazzi e tra pari
· la comunicazione ai genitori degli esiti quadrimestrali si colloca nel quadro del dialogo scuola- famiglia,
gli strumenti di registrazione/misurazione devono essere funzionali alla comunicazione e alla ricostruzione del percorso formativo.
Certificazione competenze trasversali e disciplinari
Per le due certificazioni previste nel primo ciclo di istruzione non è sufficiente descrivere il grado di competenza raggiunto, ai vari livelli, nell'ambito delle singole discipline è necessario anche indicare la relazione tra voto e descrittori di competenza .
E' altresì opportuno, per rendere confrontabile e abbastanza omogeneo il lavoro delle diverse aree disciplinari, ricercare una modalità che esprima livelli di competenza trasversali cognitivi e metacognitivi.
Per costruire modelli di riferimento efficaci possono lavorare in questa direzione gruppi di docenti di gradi di scuola diversi e provenienti da scuole diverse, così come è stato fatto nei laboratori dei Poli in questi anni.
Indicazioni proceduraliIl docente ha l'obbligo di conoscere la norma generale (in particolare oggi il DPR. 122 del 22/06/09).
· Il Collegio dei docenti, all'inizio di ogni anno scolastico dovrà esplicitare i criteri di verifica e di valutazione e trascriverli nel POF. A tali criteri, fatti propri da ogni team docente e/o consiglio di classe, dovranno attenersi tutti i docenti.
· Il Consiglio di classe, riguardo alle valutazioni finali, prende atto e eventualmente discute la proposta di voto di ogni docente ma, alla luce delle disposizioni di legge e dei criteri approvati, con motivazione verbalizzata, può deliberare un voto diverso da quello proposto. Il docente, che non condivide la delibera del Consiglio, può mettere a verbale il suo voto contrario.
· Nel rapporto con le famiglie e gli alunni, anche per favorire forme di autovalutazione, è sempre necessario esplicitare a che cosa corrispondano i voti in decimi (livelli di competenza, obiettivi programmati, percorsi dei singoli allievi,…). Appare inevitabile quindi correlare la valutazione numerica con indicatori e descrittori condivisi e trasparenti.
· E' fondamentale che ogni docente sia sempre in grado di documentare e motivare l'assegnazione dei voti e le operazioni che la precedono.
· Bisogna saper correlare con chiarezza l'espressione numerica del voto ai criteri generali adottati nella scuola che, in coerenza con quanto sopra indicato, devono prevedere margini di individualizzazione dei percorsi.
· La valutazione deve considerare in prima istanza gli elementi positivi che emergono dalla prestazione, per quanto minimi possano essere. Su di essi occorre inserire l' interpretazione degli errori commessi come segnali del processo di apprendimento dell' alunno.
· La non ammissione alla classe successiva deve rappresentare l' offerta di un ulteriore possibilità formativa, volta a favorire l' effettivo successo formativo e una più consapevole partecipazione dell'alunno alle attività programmate.
· Per la valutazione del comportamento è necessario applicare nel dettaglio l'art.7 del DPR. 22/06/09 n. 122 .

 

 

     

LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
I principi generali espressi nell'introduzione di questo protocollo operativo hanno piena validità anche per quanto riguarda il processo di valutazione degli alunni diversamente abili. Bisogna, tuttavia, tener presente che per garantire il diritto allo studio, all'educazione e all'integrazione degli alunni diversamente abili sono previste particolari procedure e tutele, regolate dalla normativa, che interessano tutto il percorso scolastico e che entrano anche nel campo specifico della valutazione. È bene avere chiaro che gli alunni disabili sono solo quelli che hanno una certificazione ottenuta secondo le modalità descritte dal DPCM del 23/2/ 2006 n.185 (non è più sufficiente la sola attestazione di handicap redatta dal neuropsichiatra). Rimangono, quindi, esclusi da tali interventi tutti gli alunni con difficoltà di apprendimento che non sono in possesso di tale certificazione e che rientrano nei percorsi scolastici regolari. Restano esclusi anche quelli con certificazione di cui al DPCM del 23/2/ 2006 n.185 per i quali i genitori hanno scelto di non avvalersi delle opportunità offerte dalla normativa per l'integrazione scolastica. Il comma 1 dell'art. 9 del DPR del 22/6/09 n. 122 dice "La valutazione degli alunni disabili (…) è riferita al comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato previsto dall'articolo 314, comma 4, del testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994, ed è espressa in decimi secondo le modalità e condizioni indicate nei precedenti articoli". Risulta chiaro che è nel P.E.I. che si fissano gli obiettivi per l'alunno sulla base del profilo dinamico funzionale che evidenzia le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dello studente indicando non solo le difficoltà relative alla situazione di handicap, ma soprattutto "(…) le possibilità di recupero, (…) le capacità possedute che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate (…)" . Nel P.E.I. devono essere descritti gli interventi predisposti per l'alunno. Vista la complessità del progetto, il P.E.I. è redatto congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dall'ASL, dai servizi sociali del comune, dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola . Il gruppo di lavoro si fa carico della definizione degli obiettivi riguardanti il "Progetto di vita" dell'alunno, ne verifica l'adeguatezza ed eventualmente procede alla loro ridefinizione. A garantire la continuità di tale "progetto" fra ordini di scuola differenti è l'art. 316 del Testo Unico D.L. 297 in cui al comma 1 prevede"(…) forme obbligatorie di consultazione tra docenti di scuole di grado diverso in modo da promuovere il massimo sviluppo dell'esperienza scolastica della persona handicappata (…)". La valutazione educativo-didattica degli alunni, di esclusiva competenza del personale docente, avviene sulla base del P.E.I. che non è l'oggetto bensì lo strumento di progettazione degli interventi. Tutti i docenti della classe, non solo l'insegnante di sostegno, concorrono al successo del percorso scolastico dell'alunno diversamente abile e, quindi, tutti i docenti sono corresponsabili del momento valutativo. Il P.E.I. può essere redatto in conformità agli obiettivi didattici previsti dai programmi ministeriali o, comunque, ad essi globalmente riconducibili, ma può anche definire percorsi con obiettivi didattici e formativi differenziati. Nell'uno e nell'altro caso la valutazione rappresenta una fase ineludibile proprio per il carattere formativo ed educativo che essa acquisisce nei confronti dell'allievo.
Di norma, per gli alunni con minorazioni fisiche e/o sensoriali non si procede a valutazione differenziata, ma si definisce esclusivamente l'uso di particolari strumenti didattici che consentano l'apprendimento e la verifica. Nella normativa per la scuola del primo ciclo non si fa alcun riferimento ad eventuali indicazioni relative al P.E.I. sulla scheda di valutazione ( a differenza della scuola secondaria di secondo grado). Non deve essere fatto alcun riferimento al P.E.I. nella pubblicazione degli scrutini e degli esami affissi alla scuola . Un P.E.I. ben costruito con descrittori che corrispondano chiaramente ai voti in decimi rende inutile qualsiasi integrazione alla scheda di valutazione. Nel P.E.I. è bene chiarire quali obiettivi si riferiscano ad obiettivi minimi ministeriali e quali si riferiscano a percorsi individualizzati. È opportuno, quindi, dedicare particolare attenzione e considerazione al momento della comunicazione con le famiglie in cui si deve cercare di rendere più chiaro e condiviso possibile il progetto scolastico per l'alunno nel dettaglio degli obiettivi e delle finalità. Al termine del primo ciclo di istruzione è previsto l'esame di licenza nel cui contesto, per la prima volta si fa cenno ad una differenziazione di certificazione ma solo e soltanto nel caso in cui non si consegua tale titolo: "(…) è rilasciato un attestato di credito formativo. Tale attestato è titolo per l'iscrizione e per la frequenza delle classi successive, al solo fine del riconoscimento dei crediti formativi validi anche per l'accesso ai percorsi integrati di istruzione e formazione." L'alunno che viene ammesso a sostenere l'esame può fruire di attrezzature tecniche e sussidi didattici e ha diritto, qualora fosse necessario, alla predisposizione di prove differenziate (comprensive della prova a carattere nazionale) atte a valutare il progresso dell'alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di partenza: "le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell'esame e del conseguimento del diploma di licenza" . Sul diploma non sarà posta alcuna nota che faccia riferimento a prove differenziate o modalità di svolgimento particolari. È opportuno che i docenti delle scuole secondarie di primo grado, al momento del passaggio al ciclo superiore, informino i genitori della diversa progettazione del percorso che il ragazzo si troverà ad affrontare. I genitori, infatti, dovranno scegliere fra un percorso con sussidi, un percorso con obiettivi ministeriali semplificato o un percorso differenziato. Nel primo e secondo caso l'alunno potrà partecipare all'esame di stato e conseguire il diploma di maturità. Qualora un consiglio di classe, invece, decida di definire un percorso differenziato è tenuto ad informare la famiglia fissando un termine per l'acquisizione del consenso, scaduto il quale, in caso non vi sia un dissenso scritto, si ritiene accettato. Rimane prerogativa della famiglia il recedere, in qualsiasi momento, dalla scelta del percorso differenziato. L'alunno in questo caso viene valutato esclusivamente sulla base degli obiettivi definiti dal P.E.I. e sulla pagella "(…) deve essere apposta l'annotazione secondo la quale la votazione è riferita al P.E.I e non ai programmi ministeriali (…)" e al termine del secondo ciclo di istruzione "(…) è rilasciato un attestato recante gli elementi informativi relativi all'indirizzo e alla durata del corso di studi seguito, alle materie di insegnamento comprese nel piano di studi, con l'indicazione della durata oraria complessiva destinata a ciascuna, alle competenze, conoscenze e capacità anche professionali, acquisite e dei crediti formativi documentati in sede di esame" che non ha lo stesso valore legale del diploma di maturità.

 

LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (D.S.A.)
E' necessario puntualizzare quanto segue:
* Quando si parla di D.S.A. si fa riferimento ad un gruppo di difficoltà comprendenti la dislessia , la disgrafia, la disortografia e la discalculia.
* Non si parla di "dislessia" ma di "dislessie" in quanto il livello di prestazione di ciascun bambino/ragazzo è molto soggettivo ed è correlato all'età cronologica dello scolaro.
* Ai sensi della circolare del 5 ottobre 2004,Prot.40099/A/4 i bambini con D.S.A. possono avere una valutazione differenziata sia nelle prove scritte che orali con modalità che tengano conto del contenuto e non della forma (gli errori ortografici possono essere evidenziati ma non valutati!)
* La valutazione deve essere rapportata alle capacità e alle difficoltà dell'alunno per agevolare la consapevolezza nelle proprie capacità e nei rispettivi miglioramenti.
* Il D.S.A. non viene riconosciuto con una certificazione riferibile alla L.104, quindi di per sé non dà la possibilità di usufruire del docente di sostegno che viene giustificato solo in presenza di patologie invalidanti (presenza di comorbosità), ma in tal caso non si può più parlare di disturbi specifici d'apprendimenti che rimangono legati solo all'aspetto apprenditivo, in assenza, appunto, di altre patologie.
* Occorre innanzi tutto tener conto almeno di due peculiarità dei processi cognitivi:
1) La difficoltà nel ricordare le categorizzazioni, i nomi e i tempi verbali, le strutture grammaticali italiane e straniere, i complementi.
2) Difficoltà nei processi di automatizzazione della letto-scrittura che rende difficile o impossibile eseguire contemporaneamente due procedimenti (ascoltare e scrivere, ascoltare e seguire un testo)
COME PROCEDERE
Il D.P.R. n.122/2009 recita: "…la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell'attivita' didattica e delle prove di esame, sono adottati, nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti
metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti piu' idonei."
In sede valutativa quindi, permangono le stesse modalità applicate alla didattica nell'ambito di una programmazione individualizzata e personalizzata.
E' necessario che il Collegio docenti provveda ad acquisire una specifica delibera contenente i criteri di valutazione per questi alunni; è opportuno inoltre che tutte le misure compensative -dispensative vengano discusse e concordate con le famiglie per poter essere utilizzate anche al di fuori della scuola, al fine di non creare ulteriori disagi negli allievi.
* Gli strumenti compensativi, per la loro funzione di ausilio, sono particolarmente suggeriti a partire dalla scuola primaria e, in generale, nelle fasi di alfabetizzazione strumentale nell'ambito dei diversi apprendimenti. Tra questi:
strisce con l'alfabeto - linee del tempo - mappe concettuali usando anche software dotati di sintesi vocale - carte geografiche - tabelle con formule - tabella dell'alfabeto e dei vari caratteri - tabella dei mesi - tabella delle misure - tabella delle formule geometriche - tavola pitagorica-
calcolatrice - registratore - computer con programmi di video-scrittura con correttore ortografico e sintesi vocale, ecc.
* Le misure dispensative devono essere adottate anche per gli studenti delle secondarie e comprendono:
- dispensa dalla lettura ad alta voce - scrittura veloce sotto dettatura - uso del vocabolario - studio mnemonico delle tabelline - dispensa, se necessario, dallo studio della lingua straniera in forma scritta (tenendo comunque conto della prova scritta di esame)- programmazione di tempi più lunghi per prove scritte e per lo studio a casa - organizzazione di interrogazioni programmate - valutazione delle prove scritte e orali con modalità che tengano conto del contenuto e non della forma.
* In merito alle misure dispensative, il Ministero precisa che in sede di esame di Stato non è possibile dispensare gli alunni dalle prove scritte di lingua straniera, ma che è necessario compensare le oggettive difficoltà degli studenti mediante assegnazione di tempi adeguati per l'espletamento delle prove e procedere in valutazioni più attente ai contenuti che alla forma.
Si sottolinea la necessità di attivare percorsi di sensibilizzazione e di aggiornamento del personale docente di tutti gli ordini di scuola.
SUGGERIMENTI:
· Predisporre verifiche scalari in cui la parte iniziale deve essere più semplice ed ingrandita rispetto alla parte finale. Il testo deve essere graficamente chiaro, anche come tipo di carattere, e deve trattare un solo argomento -Utilizzare prove a scelta multipla - Lasciare più tempo per copiare dalla lavagna - Valutare il contenuto del lavoro scritto, non l'ortografia - Valutare le risposte orali - Evitare le prove di lingua straniera scritta, ma limitarsi alle "prove d'ascolto" in lingua straniera - Evitare la scrittura sotto dettatura - Evitare di sovrapporre compiti ed interrogazioni delle diverse materie tralasciando di chiedere prestazioni nelle ultime ore - Non farlo leggere ad alta voce (a meno che non venga richiesto dall'alunno)--- Evitare lo studio mnemonico e nozionistico in genere, in quanto vi è una notevole difficoltà a ricordare i nomi, termini tecnici e definizioni (nelle materie scientifiche e nel diritto ) - Leggere le consegne degli esercizi riducendone il numero senza modificare gli obiettivi e/o fornire, durante le verifiche stesse, il supporto digitale - Fissare interrogazioni e compiti programmati evitando di spostare le date - Utilizzare mappe e schemi durante l'interrogazione anche su supporto digitalizzato (così come previsto dagli esami di Stato) per facilitare il recupero delle informazioni e migliorare la scarna espressione verbale - Prediligere la flessibilità nelle richieste di esecuzione dei compiti a casa per i quali necessita una stretta collaborazione scuola-famiglia e relativo controllo della gestione del diario - Consentire l'uso della calcolatrice, delle tavole e dei formulari anche in sede valutativa - Fare utilizzare gli strumenti compensativi più consoni alle difficoltà presentate - Incentivare a scuola e a casa l'uso del computer con sintetizzatore vocale, con cassette e videocassette e con dizionari digitali - Non calcolare gli errori di trascrizione - Non calcolare il tempo impiegato - Nelle discalculie evitare di far copiare espressioni matematiche o testi, di far prendere appunti ecc… - Non valutare errori di calcolo.

     

VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI
Nel DPR 122/2009 sulla valutazione c'è solo un rapido accenno agli alunni stranieri: "I minori con cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all'obbligo d'istruzione ai sensi dell'articolo 45 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani (comma 9, art. 1)". La disposizione è importante e positiva perché esclude, a differenza per esempio degli alunni con disabilità o con difficoltà specifica di apprendimento, particolari presidi a difesa di una presunta oggettiva diversità, sbarrando la via a forme sottili di razzismo, e quindi ribadendo la convinzione che nessun elemento differenzia i bambini stranieri dai bambini italiani.
Nell'Atto di Indirizzo dell'8 settembre 2009, nel paragrafo 1.3 significativamente denominato "La massima attenzione all'inclusione", il Ministro sottolinea che: "Nessuno - questo è l'obiettivo - deve rimanere indietro, nessuno deve sentirsi escluso". In tale ottica si ritiene prioritario: "Gli interventi intensivi nei confronti degli stranieri - specie ma non solo verso quelli di recente immigrazione -, la loro accoglienza e il loro equilibrato inserimento a scuola (...). Soprattutto agli alunni stranieri di recente immigrazione, e cioè con cittadinanza non italiana e non italofoni, occorre assicurare - nel contesto di una dimensione laicamente aperta alle istanze interculturali - una adeguata conoscenza della nostra lingua e delle nostre regole di convivenza civile, in modo da favorire l'apprendimento e da garantire un inserimento consapevole ed equilibrato nella comunità scolastica e in quella territoriale". Viene ribadito, quindi, che il compito della scuola è di garantire il successo formativo degli allievi (comma 2 - art. 1, DPR 275/99, ma anche comma 3 - art. 1 DPR 122/2009). E, per raggiungere il successo formativo, sarà necessario tener presente che "la scuola è sempre tenuta a proporre un itinerario di studio e di apprendimenti che rispetti le individualità, riconosca i talenti, non perda mai di vista le mete da raggiungere, promuova la crescita di tutti e di ciascuno (1.1 Atto di Indirizzo cit.)".
In altre parole viene sottolineata l'importanza del curricolo e il suo intreccio con la persona che apprende.
In questo quadro la valutazione - che, ricordiamo "è espressione dell'autonomia professionale propria della funzione docente ( comma 2 - art. 1 DPR122/2009) - degli allievi stranieri assume una fondamentale importanza: da un lato essa ha valore regolativo rispetto alla progettazione dell'azione didattica, dall'altro permette all'alunno di capire come può migliorare.
Per quanto riguarda il curricolo ogni docente, nell'ambito della propria disciplina, dovrà opportunamente selezionare i contenuti individuando i nuclei tematici fondamentali. Sarà necessario avere conoscenza della storia scolastica e personale precedente dell'alunno, del suo livello di alfabetizzazione, delle sue inclinazioni e dei suoi talenti: questo permetterà di stilare un Piano di Studio Personalizzato (PSP), che diverrà quindi il punto di riferimento essenziale per la valutazione dell'alunno straniero e che permetterà di cogliere lo scarto tra il punto di partenza e il punto d'arrivo.
La valutazione numerica sulla scheda, come per tutti gli alunni, anche per gli stranieri dovrà tener conto globalmente non solo delle prestazioni (compiti, interrogazioni, ...), ma anche dei processi di apprendimento in evoluzione, dell'impegno dell'allievo, degli interessi e delle attitudini, delle potenzialità, in relazione alla situazione di partenza.
Il lavoro svolto dall'alunno nei corsi di alfabetizzazione o di sostegno linguistico (Italiano/L2), con particolare riferimento a quelli neo - arrivati, concorrerà alla sua valutazione formativa e sommativa ("Il Collegio dei Docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri il necessario adattamento dei programmi di insegnamento; allo scopo possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni per facilitare l'apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento della conoscenza e della pratica della lingua italiana può essere realizzata altresì mediante l'attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell'ambito delle attività aggiuntive di insegnamento per l'arricchimento dell'offerta formativa" (comma 3 - art. 45 DPR 394/1999)).
La valutazione sommativa dovrà quindi essere rivolta ai processi e non solo ai prodotti, dovrà prendere in considerazione non solo le singole prove di verifica, ma i punti di partenza, i progressi conseguiti in itinere, il potenziale e lo stile cognitivo, gli interessi e le attitudini, gli atteggiamenti e la motivazione, le condizioni ambientali, fisiche e psichiche, l'efficacia dell'azione formativa. Dovrà tenere, infine, presente anche la nostra capacità di docenti di "leggere" l'alunno straniero allo stesso modo con cui "leggiamo" l'allievo italiano.
Come per i ragazzi italiani, in caso di dubbio tra la promozione e la non ammissione, va considerata prima di tutto l'utilità o meno che la ripetenza può avere per l'alunno tenendo conto anche:
· dell'età psicologica e biologica oltre che anagrafica in modo da evitare troppa differenza tra l'alunno e il gruppo in cui si inserisce;
· del vissuto degli alunni e delle loro percezioni;
· di qualsiasi pur minimo progresso o miglioramento nelle relazioni e/o negli apprendimenti che l'alunno può aver dimostrato nel corso dell'anno o in più anni;
· della situazione personale, familiare e sociale;
· delle caratteristiche della classe in cui verrebbe inserito se fermato.
L'esperienza ha infatti dimostrato che è spesso più proficuo mantenere il gruppo classe omogeneo e integro perché certe evoluzioni si possono vedere meglio nel periodo più lungo e anche perché ogni nuovo inserimento di alunni in difficoltà squilibra in qualche modo la classe; che le pluriripetenze sono molto spesso una importante fonte di dispersione scolastica e rendono difficili anche percorsi molto personalizzati, in particolare quando l'alunno, come succede con gli alunni stranieri, si trova in una particolare situazione psicologica e linguistica; che quando gli alunni si convincono che le difficoltà sono insormontabili, trovano forme di compensazione di vario genere o di fuga dalla realtà non riconoscendo più neppure cosa è più conveniente per loro.

 

La valutazione per l'esame conclusivo del primo ciclo di istruzione.
Il D.P.R. 122/09 contiene alcune novità sullo svolgimento dell'esame conclusivo del primo ciclo di istruzione; per evitare interpretazioni diverse nei vari Collegi e non avere difformità nella valutazione, è opportuno tenere un comportamento il più possibile omogeneo nelle commissioni.
Per favorire questa omogeneità nella provincia di Firenze viene proposto il presente "vademecum" per le commissioni d'esame di tutte le scuole.
I punti principali su cui tenere un comportamento univoco, sono i seguenti:
1. Voto di ammissione
L'ammissione all'esame è subordinata a una valutazione di almeno 6 in tutte le discipline e nel comportamento
I Poli di Aggregazione funzionale, durante il passato anno scolastico, hanno definito alcuni elementi orientativi per favorire interpretazioni valutative il più possibile omogenee a livello provinciale.
Tenuto conto che il Collegio è chiamato a deliberare i criteri per la valutazione (delibera da inserire nella cartellina del Presidente di commissione) sarebbe opportuno che i vari consigli di classe tenessero il seguente comportamento.
La valutazione numerica terrà conto globalmente:
Ø delle prestazioni (compiti, interrogazioni ed altre verifiche),
Ø dei processi di apprendimento in evoluzione,
Ø dell'impegno dell'allievo,
Ø delle potenzialità dell'alunno di completare in futuro il suo percorso scolastico con il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Per tutti gli alunni Il voto di ammissione all'esame non può rappresentare il solo risultato di medie aritmetiche ma deve tener conto, soprattutto nei confronti degli alunni in situazione di disagio o di diversa provenienza culturale, dei seguenti elementi:
· età psicologica e biologica, oltre che anagrafica
· vissuto dell' alunno
· progressi o miglioramenti nelle relazioni e/o negli apprendimenti che l'alunno può aver dimostrato nel corso dell'anno o del triennio;
· situazione familiare;
· eventuali percorsi integrativi concordati con i servizi sociali o con altri operatori
· osservazioni periodiche sui processi di maturazione e di apprendimento.
Il voto, come già sottolineato in precedenza, non può quindi assumere una funzione sanzionatoria e selettiva, ma deve avere una valenza orientativa e sostenere i processi formativi dell'alunno.
2. Valutazione delle singole prove
La commissione d'esame deve stabilire:
· tipo di prova,
· durata delle prove (come da CM annuale sugli esami)
· criteri, procedure e strumenti della valutazione.
-La prova Invalsi segue le indicazioni del Ministero, sia per la data che per la durata. Prove scritte:
Ø ogni prova scritta dovrà essere valutata in forma numerica, secondo i criteri approvati dalla commissione d'esame ;
Ø I voti, espressi in decimi, devono essere "interi", senza aggiunte di "più, meno, ½"…
Colloquio: (D. M. 26/8/81)
Il colloquio pluridisciplinare dovrà consentire una valutazione globale del livello di maturità
raggiunto da ogni allievo e si dovrà svolgere secondo i seguenti criteri:
Ø i vari argomenti saranno trattati evitando una serie di domande/risposte su ciascuna disciplina prive dei collegamenti richiesti dalla natura stessa del colloquio..
Ø Ogni candidato dovrà dimostrare di saper comprendere e di saper rielaborare messaggi espressi in diversi tipi di linguaggio (scritto, orale, grafico, ecc.).
Ø Si terrà conto delle attitudini di ogni allievo, per cui di volta in volta potrà essere privilegiato un contenuto culturale dell'area linguistico-espressiva (lettere, lingua straniera, musica, arte e immagine) oppure dell'area tecnico-scientifico-motoria (scienze matematiche, tecnologia, scienze motorie) senza peraltro escludere tutte le possibili connessioni fra le due aree che permetteranno al candidato di mostrare le sue capacità di collegamento fra le varie discipline.
Ø Per tutti i candidati, ma in particolare per quelli che hanno mostrato nel corso del triennio maggiori difficoltà espressive e di astrazione, dovranno essere accertate le capacità prendendo spunto da lavori effettuati nel corso dell'anno scolastico. Per questo scopo è molto importante il ruolo delle discipline a carattere più operativo come tecnologia, arte, musica, scienze motorie.
3. Valutazione finale.
"Il voto finale sarà il risultato della media dei voti conseguiti nelle varie prove d'esame compresa la prova INVALSI e il voto di ammissione arrotondata all'unita' superiore per frazione pari o superiore a 0,5." (D.P.R. 122/09, art. 3 comma 6)
Il dettato del DPR non lascia spazio a dubbi in proposito; per evitare un cospicuo aumento di insuccessi è opportuno tenere presenti nell'assegnazione dei voti anche delle premesse esposte al paragrafo 1 del presente documento.
"Ai candidati che conseguono il punteggio di dieci decimi può essere assegnata la lode da parte della commissione esaminatrice con decisione assunta all'unanimità". (art. 3, comma 8)
"Gli esiti finali degli esami sono resi pubblici mediante affissione all'albo della scuola, ai sensi dell'articolo 96, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196." (art. 3 comma 9)
4. Certificazione delle competenze.
Al termine della scuola secondaria di primo grado le competenze acquisite dagli alunni sono accompagnate anche da valutazioni in decimi (art. 8, commi 1 e 2 del DPR).
Nel predisporre tale certificazione si terrà conto del modello ministeriale, che dovrà essere redatto "anche sulla base delle indicazioni espresse dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione (INVALSI) e delle principali rilevazioni Internazionali"(art. 8 co. 5)
I Collegi potranno comunque fare riferimento agli indicatori adottati nelle singole scuole sulla base delle attività di ricerca/azione svolte nei vari poli negli anni precedenti.
Successivamente all'uscita del modello ministeriale si potranno dare suggerimenti o indicazioni allo scopo di avere anche in questo caso un comportamento il più possibile omogeneo.

 

Istituto Comprensivo "Piero della Francesca" - Firenze - Tel. 055/7320404 - Fax 055/7322380